UNA COMUNITA’: LE ASPETTATIVE DEGLI ARTIGIANI E QUELLE DI OGNI ABITANTE.

Una semplice e veloce inchiesta svolta fra i Tuoi concittadini potrebbe condurti a questi risultati!?

Le aspettative degli artigiani come quelle di qualsiasi altro imprenditore:

– Riguardo al 2011, gli artigiani tra incertezze e preoccupazioni:
– prevedevano, relativamente al terzo trimestre, un calo di 1.4 % della produzione ed un calo di 0.2 % del fatturato – raffrontato allo stesso trimestre del 2010;
– prevedevano un aumento degli ordini di 1.2 % rispetto all’anno passato, mentre il saldo tra entrate ed uscite di lavoratori, si attestava su un dato negativo, – 0.7 %;
– Oltre la metà degli imprenditori artigiani prevedeva una produzione stazionaria – che poi già di per sé non sarebbe un dato negativo, visti gli anni precedenti – mentre un imprenditore su 3 – più pessimista – si attendeva un calo;

– Riguardo al 2015 la sensazione diffusa era:
Di questo assunto si professavano convinti più del 75% degli intervistati, almeno rispetto al quadro congiunturale del precedente anno.
Però su 100 imprenditori, solo lo 11.3 % era fortemente ottimista – fondamentalmente perché non aveva risentito della crisi in maniera significativa – mentre il 22 % era decisamente orientato al forte pessimismo e/o non nutriva alcuna fiducia nel futuro!

– Il 2016, sempre secondo un campione di artigiani, registra invece una leggera risalita:
– maggior fatturato ed ordini – trend positivo dello 0.1 %;
– produzione – tendenzialmente + 0.9 %;
– saldo positivo tra entrate ed uscite dal mondo del lavoro: + 0.3 %.

Occorre dire – però – che tra il 2015 ed il 2016 si è verificato un calo tra coloro che si aspettano un miglioramento tendenziale positivo rispetto agli anni precedenti:
– coloro che attendono un miglioramento della produzione sono scesi dal 22.8 % al 12.9 %;
– coloro che attendono un miglioramento della domanda interna si attesta a solo lo 8.6 %;

– relativamente alla domanda estera, il 18.4 % ne prevede la diminuzione mentre solo il 10.2 % ne prevede l’aumento;
– la produzione viene prevista per il 14.7 % – riferendoci al campione – in aumento mentre ben il 26.3 %, la prevede in calo;

– I settori che tra 2015 e 2016 hanno avuto – in generale – i migliori risultati sono:
– minerali non metalliferi + 6.3 %;
– gomma e plastica, + 5.9 %;
– abbigliamento + 5.1 %;
– carta e stampa + 4.1 %;
– legno e mobilio + 3.9 %;
– segno positivo anche per il settore della meccanica, pelli e calzature, alimentare;

In questi anni si sono presentati anche altri aspetti da considerare:
– la ”quasi assenza” di scambio generazionale;
– l’invecchiamento ”attivo” degli artigiani – con una tendenza positiva rispetto al processo produttivo ed alla propensione alla innovazione – che lo percepiscono come una opportunità ( e le nuove generazioni? ).

Le aspettative della cittadinanza rispetto all’Ente preposto a soddisfarle:

– Cultura – biblioteche, centri di scambio culturale, centri di studio, approfondimento ed innovazione, teatro, cinema – e fruizione dell’arte – salvaguardia e valorizzazione del patrimonio relativo;
– Edilizia scolastica, palestre, piscine;
– Centro diurno integrato per gli anziani;
– Unificazione fra più Comuni, al fine di sopperire alle maggiori esigenze della cittadinanza, nonostante la drastica riduzione delle Entrate;
– Riqualificazione di aree urbane, industriali, artigianali e ”verdi” dismesse o degradate;
– Piano urbano del Traffico – riqualificazione viaria – e connessione con infrastrutture stradali, ferroviarie e/o aeroportuali;
– rivitalizzazione dell’apparato bancario ”locale”, garantendo la presenza diversificata di varie società ed agevolando quelle di credito cooperativo – l’accesso al credito è un fattore determinante e trainante di sviluppo;
– Garanzia per il cittadino nell’accesso e fruizione delle cure sanitarie allo stesso livello come ogni altro luogo dello Stato
– Instaurazione di una ”politica” votata all’ascolto ed al confronto con la Comunità;
– Passaggio dalla fase di ”ascolto” a quella di ”realizzazione” di idee e progetti, in tempi brevi;
– Divenire ”Centro” propulsivo della Comunità superando la limitativa fase di ”Erogazione” di servizi.

Questi, a grandi linee, sono i timori e le aspettative dei cittadini di una Comunità:
compito di chi è stato delegato dai suoi amministrati, sarà quello di prevenire e dare seguito alle esigenze degli stessi.
Altrimenti, garantendo solo i livelli degli anni precedenti o, ancora peggio, limitandosi agli aspetti ”strettamente” istituzionali prescritti dalle norme, più che un Ente al servizio del cittadino rischia di divenire un Ente di”solo” consumo delle risorse locali.

Segatori Stefano.

Fonti: C.N.A., C.C.I.A.A., ISTAT.

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About sgtri180757

Laureato in Economia e commercio presso la facoltà omonima dell'Università di Perugia. Studioso di: aspetti storico-economici, fiscali, aziendalistici, amministrativi, ragionieristici, organizzativi, marketing, sviluppo locale, applicazione fondi comunitari/nazionali/regionali.

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